Pronti per la grande sfida della 24 Ore di Daytona

Con le prove libere che hanno visto la Dallara LMP2 numero 47 del team Cetilar Racing chiudere con un miglior quarto posto giovedì con Antonio Fuoco e con il quinto di Giorgio Sernagiotto oggi, si respira ormai a pieni polmoni l’atmosfera della 24 Ore di Daytona che prenderà il via domani alle 15.40 ora locale, quando in Italia saranno le 21.40.

Dopo uno straordinario Roar Before the 24 della scorsa settimana, quando Roberto Lacorte e lo stesso Fuoco sono stati privati di una probabile vittoria nella qualifying race a causa di un problema allo sterzo sopravvenuto negli ultimi minuti, l’obiettivo pare chiaro. 

Da parte di Lacorte, Fuoco, Sernagiotto e Andrea Belicchi c’è infatti l’intenzione di lottare per un podio che sarebbe eccezionale. Quanto per il fatto che questa è appunto l’ultima apparizione della gloriosa Dallara LMP2 numero 47, in precedenza già impiegata nella serie ELMS e poi nel Mondiale FIA WEC, nonché nelle ultime quattro edizioni della 24 Ore di Le Mans. Sia essendo il team Cetilar Racing l’unica squadra tutta italiana al via; un primato certamente storico per questa gara a stelle e strisce che si disputa nel medesimo format dal lontano 1966 e che giunge alla sua 59ª edizione.

Giorgio oggi ha fatto un bel giro, stampando un ottimo tempo. Devo dire che ci voleva proprio – ha dichiarato Roberto Lacorte – Stiamo lavorando nella giusta direzione“.
Sono molto contento delle libere perché ho trovato il giusto ritmo – ha commentato Giorgio Sernagiotto – Nell’ultima sessione disponibile sono riuscito a fare un bel tempo. In gara cercheremo di restare nel gruppo e di sfruttare ogni buona occasione. Sono piuttosto ottimista“. 
Direi che al momento è tutto Ok – ha aggiunto Antonio Fuoco – Abbiamo verificato nelle libere il lavoro fatto sulla vettura. Scopriremo domani dove siamo realmente. Speriamo di fare davvero una bella 24 Ore“.
Le condizioni cambiano molto e di continuo, ma posso dire che la vettura è a posto. Su questo siamo certi“, ha concluso Andrea Belicchi.

Per potere seguire dal vivo la gara, prima prova dell’IMSA WeatherTech Sportscar Championship, ci si può sintonizzare su Imsa TV. Il live timing verrà invece proposto qui.

Verso Daytona: intervista ad Antonio Fuoco

Tra i giovani piloti italiani del momento, Antonio Fuoco, driver della Scuderia Ferrari Team, è alla sua prima gara con Cetilar Racing.

Un esordio notevole, visto che parliamo della 24 Ore di Daytona…

Sarà la prima esperienza con Cetilar, la mia prima 24 Ore e la prima gara con un prototipo LMP2. Sarà importante cercare di adattarmi il prima possibile alla macchina ed entrare in confidenza con la squadra e i compagni. E’ il punto principale su cui sto lavorando di più in questi giorni.

Prima di Daytona avete disputato a Pisa una due giorni di allenamento con i nostri preparatori, Alessio Erra e Filippo Della Latta di Athletica: come ti sei trovato con gli altri piloti?

Molto bene, sono più grandi, hanno più esperienza di me ed è sempre un piacere stare con persone che possono trasmettermi qualcosa, sulla base, appunto, della loro maggiore esperienza. In questo caso, nello specifico delle valium order gare di durata hanno molto da insegnarmi. Il week end a Pisa è stato bello e costruttivo, abbiamo fatto ottimi allenamenti, abbiamo spinto e fatto gruppo. E’ stato importante per conoscerci meglio prima di arrivare qui a Daytona, perché abbiamo costruito una base da cui partire. 

Che esperienze hai di gare negli Stati Uniti?

Nel 2014 ho partecipato a una Florida Winter Series con la Formula Abarth, un campionato organizzato alla maniera europea, quindi diverso dagli altri che si disputano qui. Non ho molta esperienza di campionati americani e non vedo l’ora di capire come funzionano: da quello che ho sentito è un mondo a sé rispetto all’Europa, quindi sono molto curioso di approfondire.

Che idea ti sei fatto della 24 Ore di Daytona?

E’ una gara molto particolare, può succedere di tutto, soprattutto con le safety car. Sarà importante restare sempre lì, per sfruttare ogni occasione al momento giusto. 

Cetilar Racing protagonista al ROAR di Daytona

Ottimo inizio per Cetilar Racing al debutto a Daytona con un super equipaggio tutto tricolore formato da Roberto LacorteGiorgio SernagiottoAndrea Belicchi e il nuovo arrivo Antonio Fuoco, tutti e quattro anche loro al proprio esordio assoluto nella classica gara endurance della Florida, primo round del calendario IMSA WeatherTech SportsCar Championship.
Una gara che segna inoltre l’ultima apparizione della Dallara LMP2 numero 47, protagonista di ben quattro edizioni consecutive della 24 Ore di Le Mans portate tutte a termine con risultati più che lusinghieri (incluso il nono piazzamento ed il settimo di classe conquistato nel 2017) e compagna di avventura nella duplice sfida della serie ELMS prima e poi nel Mondiale FIA WEC, nel corso della stagione 2019-2020.
A sferrare la prima zampata è stato Lacorte, sabato autore di un eccellente terzo responso di categoria al termine delle qualifiche per il Roar Before the 24, decisivo per definire lo schieramento della stessa 24 Ore di Daytona che prenderà il via il prossimo weekend. Per lui il responso di 1’38″573, di appena 41 millesimi superiore a quello della Oreca della High Class Racing che l’ha preceduto.
Quindi, nella gara del “Roar”, Lacorte e Fuoco sono stati assoluti protagonisti, portandosi al comando e lottando per il successo fino all’ultimo, quando un problema allo sterzo li ha costretti allo stop classificandosi sesti della LMP2.
Lacorte all’inizio è riuscito a gestire bene la situazione, in condizioni di pioggia. Fuoco, salito in macchina per il secondo stint, quando la pista ha iniziato ad asciugarsi, è stato quindi perfetto nelle fasi finali.
Abbiamo visto che siamo competitivi. Dopo alcune stagioni difficili, grazie a un regolamento che ci fa essere vicini alle altre vetture, siamo venuti fuori noi piloti – ha commentato Lacorte – Una sensazione dolce e amara al tempo stesso. Peccato infatti per la beffa finale. Ma questo è il nostro sport. Adesso bisogna pensare però alla 24 Ore di Daytona della prossima settimana“.

Verso Daytona: intervista ad Andrea Belicchi

Super appassionato di Stati Uniti, Andrea Belicchi non vede l’ora di assaggiare l’asfalto del Daytona International Speedway, vero e proprio tempio della velocità a stelle e strisce.

Andrea, cosa provi in questo momento?

Sensazioni magnifiche, perché è la prima vota che partecipo alla 24 Ore di Daytona. C’è molta eccitazione per capire la gara, le sue difficoltà, tutti i vari aspetti che accompagnano un evento così importante e significativo. E poi c’è la voglia di conoscere un circuito molto particolare in cui ho già girato, ma poco, quindi tutto da scoprire.

Gli Stati Uniti per te sono una passione. E un serbatoio di bei ricordi…

Ho corso in più occasioni in America e mi piace molto. Ho partecipato alla 12 Ore di Sebring un paio di volte e anche alla Petit Le Mans, che abbiamo vinto nel 2012 con Rebellion. Ricordi magnifici. E poi si, è vero, ho una grande passione per gli Stati Uniti, mi piace il Paese in generale, l’idea del sogno americano. Nello specifico del motorsport cheap ultram adoro la loro passione per lo spettacolo, anche da parte delle organizzazioni: l’attenzione nel creare lo show per il pubblico, ma anche per i piloti, con gare tenute vive, magari anche a discapito di chi è in testa con un grosso vantaggio… Il risultato è che il pubblico si gode gare vive fino alla bandiera a scacchi, con l’incognita sul risultato finale.

Quali sono le principali difficoltà tecniche di una gara come la 24 Ore di Daytona?

Lo scopriremo fra poco… A livello di affidabilità credo sia molto dura per il motore, perché sui banking vai a full gas per parecchio tempo. Andare a un alto regime di rotazione per tre quarti di giro è una bella sollecitazione per il motore. E poi penso anche agli organi di trasmissione, che soprattutto nel banking possono soffrire, e agli pneumatici, perché alle alte velocità e sul banking si stressano molto. Per noi è una gara nuova, abbiamo diverse ipotesi ma le verificheremo in questi giorni direttamente in pista. 

Verso Daytona: intervista a Giorgio Sernagiotto

Appassionato di motorsport praticamente da sempre, grazie alla passione trasmessagli dal papà Renzo, Giorgio Sernagiotto, 39 anni, può vantare una lunga esperienza che va dai go-kart al vetture gran turismo e ai prototipi. Con Cetilar Racing fin dalla nascita del team, è stato, tra le altre cose, Vicecampione del Mondo Trofeo Maserati e Campione del Mondo Coppa Shell con Ferrari.

Lo scorso marzo la prima corsa in USA ad Austin, ora si torna, ma è una gara diversa, perché è “La Gara”… Che sensazioni provi a un paio di settimane dalla 24 Ore di Daytona?

Dopo Le Mans, la 24 Ore di Daytona è la grande classica, una delle gare che un pilota DEVE fare. Poter essere al via dell’edizione 2021 mi rende felice, orgoglioso e voglioso di ben figurare! Dallo scorso anno ad ora ci è cambiata la vita a tuti, ad Austin nel febbraio scorso il Covid era ancora lontano e non spaventava più di tanto, a ripensarci vengono i brividi. In soli 11 mesi abbiamo rivoluzionato le nostre vite, la nostra quotidianità, il modo di viaggiare e di porsi con gli altri. Anche in termini motorsport è molto diverso, ma la lotta in pista è sempre al massimo!

A livello fisico e mentale, come vi siete preparati? Avete fatto qualcosa di particolare?

Con l’emergenza Covid i calendari 2020 sono stati rivoluzionati e dal giugno scorso non abbiamo praticamente mai staccato quindi fisicamente siamo in forma e subito dopo capodanno abbiamo anche fatto uno stage di preparazione atletica tutti insieme a Pisa. E’ stato molto bello perché abbiamo fatto subito gruppo e nonostante la fatica ci siamo divertiti insieme.

Che idea ti sei fatto della 24 Ore di Daytona? Hai avuto qualche feedback particolare da colleghi piloti?

Da quello che mi hanno buying valium detto alcuni amici piloti, la pista ha 2 anime, una molto lenta e tortuosa detta infield e l’altra iper veloce che è parte dello speedway e la variante bus stop. Quindi dicono che la differenza si faccia sul veloce, mentre sul lento c’è da gestire gomme e sforzi fisici.

Cosa differenzia il motorsport USA da quello europeo, regolamenti a parte?

L’atteggiamento aggressivo e d’attacco è nel DNA dello sport USA. Comportamenti super difensivi con chiusure di traiettoria che si vedono in Europa, negli Stati Uniti d’America non solo vengono sanzionati ma vengono visti come atteggiamenti da deboli. Poi c’è la cultura e il rispetto per tutti coloro che sono coinvolti nello sport, soprattutto in Italia se lavori nello sport (o anche nello spettacolo) sei sempre visto come un eterno bambino, un Peter Pan a cui ci si approccia sempre col sorrisino quasi compassionevole della serie “quando metterai la testa a posto”. In USA invece la professione di sportivo è considerata allo stesso livello di un qualsiasi altro professionista con lo stesso rispetto e lo stesso peso sociale, e questo si rispecchia anche sul coinvolgimento del pubblico che vive e tifa per tutti i piloti in pista.

Vieni da una lunga esperienza nell’endurance condita da quattro 24 Ore di Le Mans con la Dallara LMP2, ma a Daytona sarai un rookie. Quanto conta l’esperienza di Le Mans?

Le Mans è il “Master” dopo l’università, Daytona è l’Univervità, quindi sulla carta sono tranquillo ma… è una pista strana con variabili diverse da quelle a cui siamo abituati a gestire. Le vetture più lente come le LMP3 e le GT3, il banking, sono tutte novità e grazie anche agli spotter le gestiremo al meglio delle nostre possibilità. 

Verso Daytona: intervista a Roberto Lacorte

Uomo abituato alle grandi sfide, che si tratti di sport o di imprenditoria fa poca differenza, Roberto Lacorte non vede l’ora di assaggiare l’asfalto del Daytona International Speedway, ultima esperienza in pista con la Dallara di classe LMP2 numero 47. Da giovedì sarà in Florida, prima per il ROAR (Roar Before the Rolex 24) e poi, nel week end del 30-31 gennaio, per la leggendaria 24 Ore di Daytona (Rolex 24), con Cetilar Racing nuovamente unico team italiano impegnato nell’ambito dei prototipi.

Lo scorso marzo la tua prima esperienza in pista negli Stati Uniti, ad Austin. Ora si torna in America, ma è una gara diversa, perché è “la Gara”… Che sensazioni provi a un paio di settimane dalla 24 Ore di Daytona?

C’è la curiosità di andare a correre una 24 ore in stile americano, con logiche, regolamenti, atmosfera, tutto completamente diverso da come siamo abituati. Anche la gestione tecnica, cambia molto. E’ un’esperienza in cui volevamo cimentarci per scoprire qualcosa di nuovo, e sarà molto utile. Poi c’è comunque la voglia di tornare a correre, fortissima. E farlo con un equipaggio allargato con l’innesto di Antonio Fuoco, è ancora più stimolante anche per noi, un nuovo modo di misurarsi con un pilota giovane e veloce.

Perché la scelta è caduta su di lui? Che impressione hai avuto dopo il vostro primo incontro?

Perché prima di tutto è molto veloce e lo ha dimostrato sempre, in qualsiasi categoria ha corso. Antonio mi è stato consigliato fortemente da Amato Ferrari, è una combinazione perfetta con noi e siamo molto felici di averlo in squadra. E’ una persona gradevolissima, molto preparato e accurato in tutto ciò che fa, un professionista vero. 

Sarà l’ultimo ballo con la Dallara #47: in questo momento qual è il sentimento che prevale? 

La gioia di farla correre in un ambiente sulla carta più confortevole per le sue caratteristiche. Abbiamo sempre incontrato molte difficoltà, a causa della sua scarsa downforce, ma a Daytona serve meno, c’è bisogno di tanta velocità e su questo non siamo messi male. Quindi correre in condizioni in cui possiamo dire la nostra, su una pista che sposa bene la nostra macchina e ci mette in condizioni di confrontarci con gli altri, è un grande stimolo. 

Quali sono, tecnicamente, le difficoltà principali di una gara come la 24 Ore e di un circuito come Daytona?

Ogni pista ha le sue caratteristiche, Daytona ha un banking tra i più ripidi al mondo, che arriva fino a 31°. Bisogna adattarsi in fretta, perché è una condizione totalmente differente rispetto ai nostri circuiti, c’è un forte schiacciamento verticale oltre alla g-force laterale. E poi c’è il traffico, complicato da gestire perché la pista è piccola in confronto a Le Mans e le macchine sono comunque tante. Dovremo abituarci all’ausilio degli spotter, altra cosa nuova per noi e altra componente americana con cui dobbiamo fare i conti.

Pensi che Daytona per Cetilar Racing possa essere la prima e ultima gara nel circuito IMSA?

Mai dire mai… Il sogno è fare anche le altre gara di durata del campionato endurance, ma vogliamo fare una cosa alla volta. Partiamo dalla gara più importante, per conoscere e vivere un modo di correre che è molto affascinante, e poi vedremo. Intanto dopo Daytona tutto il focus di Cetilar Racing sarà sul progetto LMGTAM nel WEC. Quindi, al momento, c’è davvero poco spazio per altri pensieri…

A Daytona per la Rolex 24, ultimo atto con la Dallara 47

Il team Cetilar Racing si prepara per affrontare una nuova sfida, facendo il suo debutto nella 24 Ore di Daytona che si disputerà l’ultimo fine settimana di gennaio. La gara della Florida, che è anche il primo appuntamento del calendario 2021 dell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship, segnerà l’ultima apparizione ufficiale della Dallara LMP2 n.47 della squadra di Roberto Lacorte, subito dopo l’impegno nel FIA WEC conclusosi il mese scorso con la 8 Ore del Bahrain e quattro consecutive partecipazioni alla 24 Ore di Le Mans.
La “Rolex 24 at Daytona” verrà preceduta dal Roar before the Rolex 24, ovvero i giorni di test ufficiali in programma dal 22 al 24 gennaio. Sarà in questa occasione che il team Cetilar Racing scenderà per la prima volta in pista sul famoso Speedway americano, dove sarà presente con un equipaggio top. Ad alternarsi sulla vettura della factory emiliana sempre gestita dalla AF Corse, ci saranno lo stesso Roberto Lacorte ed i riconfermati Giorgio Sernagiotto e Andrea Belicchi. Assieme a loro una “new entry” assoluta che risponde al nome di Antonio Fuoco. Il giovane pilota di Cariati, 24 anni, legato alla Ferrari, nel 2020 campione italiano Gran Turismo Endurance, con un trascorso importante nella GP3 Series e nel FIA Formula 2 con i colori FDA (Ferrari Driver Academy), fa anche lui il proprio esordio nella gara di Daytona, alla pari di Lacorte, Sernagiotto e Belicchi.
Anche in questa occasione, Cetilar Racing sarà l’unico team tutto italiano al via nella categoria Sport Prototipi. Un orgoglio tricolore, come lo è stato nel FIA WEC e alla 24 Ore di Le Mans. Il tutto nell’ottica di un cambiamento radicale, che verrà presto ufficializzato, con un programma tramadol vs ultram online inedito di altissimo livello sempre nell’ambito del Mondiale Endurance.
La prossima edizione della “Rolex 24 at Daytona” sarà anche la cinquantanovesima. Un traguardo importante per la classica endurance a stelle e strisce, che rappresenta uno degli eventi motorsport di maggior rilevanza nel contesto delle gare americane e non solo.
Nonostante le difficoltà incontrate in questi quattro anni con una vettura che non ci ha fatto correre ad armi pari con gli altri, la partecipazione a Daytona rispecchia il mio personale modo di affrontare le competizioni, con spunti di entusiasmo, novità e la consapevolezza di poter fare un buon risultato. Questo perché Daytona è un circuito che per la nostra Dallara non è così sfavorevole come quelli incontrati nel WEC, insieme al fatto che utilizzeremo pneumatici che sembra lavorino meglio con la nostra macchina. In più con l’inserimento di un pilota giovane come Antonio Fuoco, fresco di test Formula 1 ad Abu Dhabi, dove ha confermato di essere molto veloce – ha commentato Roberto Lacorte – Sono elementi che ci caricano di entusiasmo e di giustificate aspettative per Daytona“.
Sarà la mia prima esperienza in una gara di 24 ore, con il team Cetilar Racing ed anche la prima volta al volante di una vettura LMP2. Per questo sarà importante per me sfruttare al massimo le giornate di test che precederanno la gara, per capire bene la macchina ed il format del weekend – ha aggiunto Antonio Fuoco – Sono molto contento di questa occasione. Voglio ringraziare Roberto [Lacorte] per questa opportunità e sono sicuro che riusciremo ad ottenere insieme degli ottimi risultati”.

Il report finale della 8 Ore del Bahrain

Una stagione regolare, la prima per il team Cetilar Racing nel Mondiale FIA WEC, quella che si è conclusa oggi in Bahrain. Nonostante un’evidente difficoltà tecnica della Dallara n.47 LMP2 nei confronti della concorrenza, l’unica squadra “all made in Italy” al via della categoria Sport Prototipi è riuscita a portare al traguardo tutte le otto gare del calendario centrando anche il settimo posto nella classifica riservata ai Team. Nella 8 Ore che si è disputata sul circuito di Sakhir, Roberto LacorteGiorgio Sernagiotto e Andrea Belicchihanno potuto ancora una volta vedere la bandiera a scacchi, pur concludendo in fondo per una serie di vicissitudini avute negli ultimi 60 minuti. Un risultato comunque positivo il fatto di essere giunti sino alla fine più che dignitosamente, se si considera che questa per la vettura della factory emiliana gestita dalla AF Corse era la pista in assoluto più ostica. E a tutto ciò va anche aggiunto un doppio imprevisto finale. Prima una sosta extra, a circa mezzora dalla conclusione, per l’esplosione di un disco dei freni. Poi la rottura dell’alternatore a 15′ dallo scadere del tempo. Immediato in entrambi i casi l’intervento degli uomini della squadra gestiti dal capo meccanico Mario De Laurentiis, che hanno limitato al massimo la perdita di tempo. “Sapevamo che questo è il circuito dell’intero circus mondiale che meno si addice alla nostra Dallara. Abbiamo disputato una gara tutta incentrata sulla costanza ed il ritmo – ha commentato Lacorte, autore del conclusivo stint di guida che lo ha portato a vedere l’ultima bandiera a scacchi di questo 2020 – Nelle fasi iniziali la pista era parecchio sporca di sabbia, portata questa mattina dal vento. Una gara fisicamente dura, con un caldo torrido, per di più su un tracciato particolarmente guidato“.
Abbiamo tirato fuori il massimo da quello che disponevamo a livello tecnico, girando sul passo che ci aspettavamo, senza fare alcun errore. Un finale di stagione sicuramente positivo per noi“, ha aggiunto Sernagiotto. “È stata una gara molto sofferta. Abbiamo dovuto gestire bene le gomme. La pista sapevamo che era per noi la più dura del Mondiale. Abbiamo fatto una fatica incredibile, stringendo i denti dall’inizio alla fine e dando come sempre il meglio. La rottura del disco dei freni e poi il problema all’alternatore ci hanno fatto perdere del tempo, non impedendoci fortunatamente di proseguire – ha commentato Belicchi – Complimenti a Roberto [Lacorte], che ancora una volta ha fatto veramente bene. Sono sicuro che in futuro, con una squadra così, potremo raccogliere dei risultati importanti“. Dall’esordio di Silverstone 2019, l’avventura del team Cetilar Racing nel Mondiale ha vissuto tanti momenti difficili, ma altrettanti straordinari. E tra questi c’è senz’altro il sesto posto di classe ottenuto proprio in Inghilterra ed il quinto messo a segno nella 6 Ore di Spa-Francorchamps lo scorso agosto, migliore risultato in assoluto. Ma anche la quarta partecipazione consecutiva alla 24 Ore di Le Mans, conclusasi con il decimo posto di classe ed il 14° nella classifica generale su un totale di 59 vetture al via. Nonostante le difficoltà del momento, il team Cetilar Racing ha voluto tenere fede al proprio impegno prendendo parte anche a questo conclusivo round svoltosi in Bahrain, su un tracciato appunto non “amico”. Il tutto nell’ottica di un 2021 ricco di novità che verranno presto annunciate. Fra queste anche la partecipazione alla prossima edizione della 24 Ore di Daytona, che si disputerà alla fine di gennaio e segnerà anche l’ultima apparizione della Dallara LMP2 by Cetilar Racing. “La Dallara da qui volerà direttamente nei Usa, a Daytona – ha spiegato Lacorte – Correremo in un campionato con un regolamento completamente differente, che va incontro alle caratteristiche della nostra vettura“.

Domani in pista per l’ultima gara del FIA WEC 2019-2020

Sesto tempo della classe LMP2 ed ottavo assoluto in Bahrain, nell’ultima qualifica del Mondiale FIA WEC, per la Dallara n.47 del team Cetilar Racing divisa da Roberto Lacorte, Giorgio Sernagiotto e Andrea Belicchi.

Dopo avere dovuto cambiare il motore (che era lo stesso impiegato nella 24 Ore di Le Mans) al termine delle libere di giovedì, ed avere concluso questa mattina in quinta posizione la terza ed ultima sessione, la vettura del team “all made in Italy” gestita da AF Corse ha confermato un passo regolare.

L’obiettivo sarà comunque puntare a fare bene nella 8 Ore che prenderà il via domani alle 14 (le 12 in Italia) e che segnerà l’epilogo di una stagione che è anche la prima per il team Cetilar Racing nella serie iridata.  

Diretta Tv sia sulla piattaforma satellitare Eurosport (e sul web su Eurosport Player) che su SportItalia, nel digitale terrestre.

In Bahrain per l’ultima gara del FIA WEC 2019-2020

Cala il sipario questo fine settimana sul Mondiale FIA WEC, che approda per la seconda volta sul circuito di Sakhir (Bahrain), in occasione dell’ottavo e conclusivo appuntamento di una lunghissima stagione che ha preso il via da Silverstone, a settembre 2019. 

Al via il team Cetilar Racing, unica squadra al cento per cento “made in Italy” presente nella categoria Sport Prototipi, che schiererà come di consueto nella LMP2 la Dallara n.47 gestita dalla AF Corse ed affidata al consolidato equipaggio composto da Roberto LacorteGiorgio Sernagiotto e Andrea Belicchi

A distanza di un mese e mezzo dalla quarta partecipazione consecutiva alla 24 Ore di Le Mans, conclusasi con un eccellente decimo posto di classe ed il 14° assoluto su un totale di 59 vetture in pista, il team Cetilar Racing arriva nel Golfo Persico con l’obiettivo di concludere in maniera più che dignitosa un’annata difficile per differenti motivi. Il tutto nell’ottica di un impegno futuro: una nuova sfida, con nuovi stimoli, forti di un’esperienza importante prima nell’European Le Mans Series e poi, appunto, nel Mondiale FIA WEC, verso cui saranno nuovamente concentrati tutti gli sforzi della squadra di cui Roberto Lacorte, oltre che pilota, vera anima trainante.

Siamo pronti a dare come sempre il meglio di noi stessi per questo ultimo round del Mondiale Endurance, ma con il pensiero rivolto a quello che sta succedendo in Italia e nel resto del mondo – spiega Lacorte – La situazione purtroppo non è facile ed è un peso da portare ultram best buy addosso, quando si è impegnati in un evento sportivo come questa 8 Ore del Bahrain. Però siamo qui, per rispettare un programma e un campionato che alla fine, superando ostacoli anche piuttosto complicati, siamo comunque riusciti a portare verso la conclusione. Spero che con questa gara si possa dare un po’ di serenità e distrazione agli appassionati di motorsport che in questo momento, in un modo o nell’altro, stanno vivendo una quotidianità complicata. Il mio pensiero, e quello di tutto il team, è rivolto a loro e a chi lotta in prima fila per combattere questa pandemia”.

La 8 Ore di questo weekend sarà la seconda che si disputa nell’arco della stagione 2019/2020 in Bahrain, dove lo scorso dicembre il team Cetilar Racing (attualmente settimo nella classifica riservata alle squadre) conquistò un nono piazzamento nella LMP2. In quella occasione per Lacorte e Sernagiotto si trattò del proprio debutto sul circuito di Sakhir, su cui Belicchi viceversa aveva in precedenza già corso.

Sarà il primo turno di prove libere di giovedì pomeriggio a dare il via al programma del fine settimana. Venerdì si svolgeranno altre due sessioni di libere e, dalle 18.30 (le 16.30 in Italia) le qualifiche. Sabato alle 14 locali (le 12 in Italia) prenderà il via la gara, che verrà trasmessa in diretta Tv sia sulla piattaforma satellitare Eurosport che su SportItalia, nel digitale terrestre.